RiduciGrazioli Il primo congresso
 
   

Luigi Grazioli

grazioli.jpg

 

Racconti eclettici alla ricerca della parola giusta

 

 

grazioli cop.gif
Luigi Grazioli

Il primo congresso del Sindacato dei Profeti Viventi

pp. 128, euro 14

Effigie, 2008

 

 

 

 

 

di Angelo Orlando Meloni

 

 

 

 

 

Il primo congresso del Sindacato dei Profeti Viventi è una raccolta che ci fa viaggiare sulle ali di un disincanto dolce-amaro e - nonostante ciò - di una fantasia mai doma. Da un momento metaletterario introduttivo passiamo al viaggio kafkiano di un camionista; dal premio che il destino riserva a un premiatore professionista alle efferatezze di un energumeno assai propenso a menare le mani; dalle riflessioni su Vermeer all’incredibile congresso dei profeti che dà il titolo al volume. Ma a fronte di una collezione bizzarra permane a fine lettura una sensazione di omogeneità e compattezza. Merito di Luigi Grazioli, scrittore attento a scegliere sempre la parola giusta, quella più semplice o quella comunque più adatta, facendo uso di uno stile ricercato, ma nella direzione della chiarezza, di un nitore che non si fa ossessione abbagliante. E anche quando l’autore si perde e ci fa perdere nei suoi pensieri alla ricerca del gesto definitivo, di un hortus conclusus, di una sintassi perfetta, ha sempre qualcosa da dirci, un dubbio da condividere più che una verità da rivelare, una sfumatura o una battuta che ci turberanno o ci faranno sorridere.

In “Casabase” un matrimonio raggiunge la perfezione (la felicità?) grazie alla mania del baseball coltivata dal marito, fino a quando… In “Lezioni di volo” un quarantenne assolutamente normale e non troppo atletico si scopre all’improvviso super, capace di volare e di oziare fra le nubi. Ma arriverà qualcuno che vuole saperne di più, sul novello superuomo, e gli ozi prenderanno un’altra piega. Ne “Il premiatore” il protagonista ha fatto del suo mestiere un’arte che si regge su equilibri troppo sottili perché un giorno non possa accadere un imprevisto. E così via, in un percorso surreale ed eclettico tra divagazione, svelamento e racconto puro, Luigi Grazioli sembra suggerire che l’unico ad aver capito qualcosa sia il silenzioso profeta del già citato Congresso. Un sapiente che non dà ordini o consigli, ma tutt’al più scapaccioni al suo assistente - quando l’allievo si riempie la bocca di paroloni - e che preferirà starsene quieto mentre intorno a lui torme di predicatori farneticanti e di esaltati seguaci avranno cominciato a darsele di santa ragione in nome delle loro sante verità.

 

 

 

 
 

Copyright (c) 2000-2006  Dichiarazione per la Privacy  Condizioni d'Uso
DotNetNuke® is copyright 2002-2010 by DotNetNuke Corporation