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Gianluca Cerci Anime perse

 

Gianluca Cerci

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Le priorità creano scompiglio

 

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Gianluca Cerci

Anime perse

pp. 197, euro 16

Il Filo, 2008

 

 

 

 

di Federica Marchetti

 

 

 

 

Romanzo generazionale, di amori e ideali giovanili, ma anche poesia e grandi sogni, illusioni e fughe, iniziazione e autodistruzione, musica e sesso, viaggio catartico ed espiazione masochista: Anime perse è tutto questo ed altro ancora. È il libro d’esordio di Gianluca Cerci, un giovane autore viterbese che entra nella letteratura con un romanzo sfumato ma dirompente, ben scritto, con un linguaggio semplice, scorrevole e una trama avvincente.

La storia parte intrisa di pennellate grigiastre, poi, sconfina, di prepotenza, nel bagliore di toni accesi e vivaci che elettrizzano e coinvolgono. Le vicende narrate sono quelle del diciottenne Alessandro che esordisce portandosi dietro tanta solitudine e un grande segreto. Stabilitosi a Roma con la famiglia, dopo l’ennesimo trasferimento del padre, Alessandro sembra inserirsi nella nuova scuola senza le tanto temute difficoltà iniziali e, anzi, trova subito un’alleata in Laura, la compagna di banco dell’ultimo minuto. La vita scorre tra la ruotine scolastica e l’amicizia con Laura che se, dalla parte di lei mostra segni di curiosa partecipazione, dalla parte di lui mescola l’attrazione con la reticenza a lasciarsi andare. Smarrito nelle sue riflessioni, spinto dalla paura di rivelarsi, Alessandro decide di partire per Parigi all’insaputa di tutti.

Qui il giovane, lanciato a tutta velocità tra avventure e personaggi inusuali, conosce la vita dal lato  opposto a quella che aveva vissuto  e si immerge in un’esistenza che, di giorno in giorno, cresce prendendo una direzione inaspettata. Alessandro all’inizio ne esce tramortito e sembra diventare preda delle nuove sensazioni ma la solitudine, che ha assunto toni diversi, lo spinge a ritornare sui suoi passi e a prendere la decisione finale che lo riappacifica con se stesso (anche con il suo segreto) e con il mondo intero.

Personaggio limpido e mai banale, per niente prevedibile anche se in tono con la sua età, il protagonista è pieno di possibilità che, grazie all’autore, vengono fuori piano piano, non solo nei gesti ma anche nei pensieri e nella profondità dei sentimenti. Proprio come è successo a  tutti noi, a quell’età le priorità sembrano tante, troppe, mentre in realtà si contano sulle dita di una sola mano e, confuse, creano scompiglio e la voglia di fuggire lontano.

Alessandro è il “giovane Holden” che giace dentro ognuno di noi e, se per età, il lettore crede di aver già avuto la sua porzione di confusa gioventù, potrà, invece, recuperare quello spicchio di vita che velocemente è stato riposto nel serbatoio delle delusioni (o dei rimpianti) e delle rimozioni forzate. Ognuno di noi, leggendo Anime perse, potrà ricordarsi di come, in realtà, la gioventù sia stata dolce e amorevole nonostante la fretta di archiviarla sotto la voce “da grandi è meglio”. Crescere è la fine di un sogno, di un amore, di un’avventura e, anche se la vita è tutta un’altra cosa rispetto a quella che avevamo immaginato, sarebbe utile riporre in un punto preciso della nostra libreria un romanzo in cui, quando si vuole, si possa ritrovare, almeno per duecento pagine, la lontana e perduta gioventù.

 

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