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Stefan Bollmann
Elke Heidenreich
Le donne che leggono sono pericolose
Traduzione di Ida Bonali
Pagine 149, euro 29
Rizzoli, 2007
di Lidia Gualdoni | Trovo che l’idea che “le donne che leggono sono pericolose” abbia in sé qualcosa di intrigante e sovversivo. Per mille motivi diversi.Le donne che leggono sono pericolose perché fanno propria una conoscenza che, in origine, non era loro destinata, perché diventano più consapevoli di ciò che le circonda, perché si isolano, perché qualunque cosa succeda, trovano sempre una via di fuga, perché provano piacere, perché cambiano, perché possono fare a meno degli uomini…
Le donne che leggono sono pericolose (ahimè, non l’ho inventato io!) è il titolo di un delizioso - e prezioso - volume edito dalla Rizzoli, a metà strada fra il saggio storico e il catalogo di una mostra ideale, mai realizzata prima d’ora.
Attraverso dipinti, disegni e fotografie d’autore, Stefan Bollmann e Elke Heidenreich, ripercorrono l’affascinante storia della lettura femminile dal Medioevo al XXI secolo.
Si tratta, evidentemente, di un tema che ha sedotto artisti di ogni epoca e di ogni nazione, da Rembrandt a Vermeer, da Simone Martini a Michelangelo, da Matisse a Van Gogh, solo per citare i più noti. Ammetto di provare una certa difficoltà a descrivere il contenuto di questo libro: bisogna aprirlo, sfogliarlo, guardarlo, leggerlo e rileggerlo e riguardarlo.
Ci sono le immagini, naturalmente. Ciascuna esprime una delle molteplici sfaccettature della lettura femminile: “donne vecchie e giovani, sedute o coricate, vestite o nude, ne vediamo le braccia, i capelli, il capo chino, raramente ne scorgiamo gli occhi, solo quando hanno appena finito di leggere e alzano per un istante lo sguardo”. Donne colpevoli di aver trascurato la loro occupazione, donne stanche, donne in attesa di qualcuno o di qualche cosa, donne trasportate dalla lettura in un “altrove” irraggiungibile da altri… È sufficiente citare i titoli dei vari capitoli per comprenderne l’essenza: Dove abita la parola (lettrici di talento), Momenti intimi (lettrici stregate), Dimore del piacere (lettrici consapevoli), Ore di delizia (lettrici sensibili), La ricerca di se stesse (lettrici appassionate) e Piccole fughe (lettrici solitarie).
Ma ci sono anche le parole dei due autori che, con competenza, ci guidano in questo viaggio nella storia e nel mondo dell’arte, con interessanti aneddoti, citazioni ed esempi (sapevate che nel XVIII secolo si usava lasciare nella rilegatura di alcuni romanzi l’ago e il filo ricordando così alle donne quale fosse il loro vero compito: non leggere, bensì accudire alle faccende domestiche?!). Ogni immagine, già di per sé piacevole, è accompagnata da una nota esplicativa nella quale ai tratti fondamentali della vita dell’autore si aggiungono informazioni sul contesto storico, sull’ambientazione e, naturalmente, una possibile interpretazione del quadro, del disegno o della foto, aprendo così infiniti spiragli nell’animo femminile. L’arte ha saputo conservare e rendere, se possibile, ancor più reale, persino “universale”, ognuna delle protagoniste ritratte: non sarà certo difficile identificarsi o riconoscersi almeno un poco in una di queste indimenticabili lettrici. |