RiduciFumetti italiani crescono
 
   

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Lucio Perrimezzi/Mauro Cao

Stupidomondo

pp. 144, euro 9,50

Tunué, 2008

Prefazione di Gianluca Morozzi

 

 

 

 

 

 

 

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Giovanni Marchese/Luca Patanè

Ti sto cercando

pp. 88, euro 9,50

Tunué, 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Andrea Laprovitera/Davide Pascutti

Il maestro

pp. 96, euro 8,50

Tunué, 2008

 

 

 

 

 

FUMETTI ITALIANI CRESCONO

di Angelo Orlando Meloni

 

“Respira!”, potrebbe dire qualcuno prendendosi cura del fumetto d’autore italiano, e la notizia non è da poco. Dopo anni di scorpacciate a base di dylandog e texoni, con il prodotto USA tutto kryptonite e ragnatele a far da seconda portata insieme agli amati-odiati manga, dobbiamo arrenderci all’evidenza: il fumetto italiano d’autore, dato per morto e avvistato come zombi in qualche fiera o mostra, è di nuovo tra noi. Senza voler fare un paragone – esagerato – con le trionfanti titolazioni sulla rinascita del cinema italiano, vedere alla voce Gomorra e Il divo, non si può disconoscere che dopo anni di magra le cose stiano cambiando. Dapprima lentamente, grazie all’opera di artisti forse isolati e di alcune piccole-grandi case editrici (come la Coconino, per tacer degli altri), ma è certo che qualcosa si è mosso e si muove alla ricerca di un nuovo pubblico, nella speranza di rimpiazzare quei lettori scomparsi alla fine degli anni Ottanta, quando le più gloriose testate “non necessariamente seriali” chiudevano una dopo l’altra lasciandoci a bocca asciutta.

A tal proposito, e ripromettendomi di scrivere in futuro su altre interessanti proposte, segnalo il lavoro di Tunué, Editori dell’immaginario, che dopo due collane di documentatissimi saggi sulle nuvole disegnate si sono lanciati nella produzione di romanzi grafici (o graphic novel) a connotazione realistica.

In Stupidomondo (ricordiamo la prefazione di Gianluca Morozzi) abbiamo una storia di crescita e musica rock, anzi, di un gruppo mod, che ha per protagonista un terzetto di ragazzi alle prese con gli snodi che portano verso l’età adulta. Potrebbe sembrare banale, un minestrone di slanci giovanilistici e tormentoni esistenziali come tanti se n’è visti, ma fortuna vuole che la storia regga bene e altrettanto bene si incastri fino alla sua conclusione, grazie alla sceneggiatura di Lucio Perrimezzi e ai disegni del talentoso Mauro Cao, al servizio della trama senza inutili svolazzi.

In Ti sto cercando, Giovanni Marchese e Luca Patanè cambiano set e ci raccontano una storia di “ordinaria” sopraffazione. Con sensibilità e toni minimalisti sia nello sviluppo dell’intreccio sia nella sobrietà delle matite, ci narrano del giovane Alì Yassin, che sbarca a Lampedusa alla ricerca del padre, un immigrato clandestino di cui si sono perse la tracce. Una curiosità: le tavole sono state dipinte da Luca Patanè usando come colorante la moka (!).

Infine, ne Il maestro Andrea Laprovitera e Davide Pascutti ci riportano ai tempi della seconda guerra mondiale, in un paesino nel quale c’è chi crede che la distruzione non arriverà mai, che nessuno può essere interessato a colpire una cittadina così piccola. Ma come scriveva John Donne (e citano gli autori) «Nessun uomo è un’isola», e presto l’orrore busserà alle porte, segnando e spezzando le vite di quelli che credevano di essere al sicuro perché insignificanti, come a tutt’oggi purtroppo ancora accade in altri, più esotici conflitti.

 
 

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