RiduciSandra Petrignani Cani e gatti
 
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Sandra Petrignani

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Sotto gli occhi di strani coinquilini

 

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Sandra Petrignani

Cani e gatti. Storia di un matrimonio

pp. 85, euro 5

Perrone, 2008

 

 

 

di Federica Marchetti

 

 

Dietro all’eufemismo “cani e gatti” Sandra Petrignani ci racconta un matrimonio in crisi iniziando dall’attimo prima in cui i due si accorgono di essere giunti sul baratro della loro unione. Giacomo e Patrizia vivono, appunto, con cani (Tango) e gatti (Malina) e come i cani e i gatti si scontrano sulla dualità delle loro inconciliabili nature. “Giacomo preferisce i cani, sostiene Patrizia, perché ha bisogno di spadroneggiare e il cane è uno schiavo perfetto. Patrizia predilige i gatti, sostiene Giacomo, perché si riconosce nella loro ambiguità e nel loro sostanziale egoismo”.

Parafrasando la primitiva eterna lotta tra le razze, la storia inizia già in un clima di insoddisfatta routine che, nel corso degli anni, è cambiata e che anche gli altri (i cosiddetti “amici”) hanno contribuito ad incrinare. In una sessantina di pagine, l’autrice ritrae la coppia che ha fatto del lavoro una religione e che, per scelta, si è circondata di animali rinunciando ad avere figli (quasi nell’impossibilità di avere un più stretto e indissolubile legame): c’è stato un tempo in cui, lui, vignettista, e lei, grafico con la recente scoperta nel buddismo, si sono amati ma ora le loro strade sembrano orientate verso due percorsi divergenti.

Nei dialoghi dei protagonisti e negli interventi dell’autrice si insinua il dubbio che la facciata sia la fragile maschera di segreti e sentimenti in un crescendo di ansia e di insofferenza reciproca. Apatia, calo del desiderio e incomunicabilità fanno da antefatto alla sofferta presa di coscienza che porterà i due alla rottura definitiva sotto gli occhi degli amati coinquilini che ribalteranno completamente le loro vite: Patrizia se ne andrà con il cane e Giacomo resterà con la gatta.

Una breve ma intensa riflessione sulla vita matrimoniale e sulla sua borghese natura sempre più fragile e minata da una vita frenetica e piena di aspettative che, inevitabilmente, restano deluse.

Nonostante la sua esile figura, il libriccino ha anche una seconda parte in cui sono riportate le riflessioni dell’autrice sui suoi amati animali, riflessioni che fanno venire le lacrime agli occhi a tutti coloro che condividono, con cani e gatti, le gioie e i dolori delle loro esistenze.

“Come fai a spiegare alla gente che la morte di un animale è un vero e proprio lutto? Un dolore che si rinnova nel ricordo, per cui adesso, scrivendone, piango di nuovo”.

L’uomo che convive con gli animali percepisce l’essenza di una natura ancestrale a cui la civiltà lo ha separato e può solo rispecchiarsi in essa (attraverso il cane o il gatto che ha accanto) per meditare sulla sua vita e sui suoi errori senza riuscire a percepire fino in fondo l’armonia perduta.

Adatto a chi vive felicemente in due ma anche a chi continua a vivere in coppia pur conoscendo l’amaro epilogo a cui è rischia di essere destinato. Consigliato soprattutto a chi ama gli animali e non concepisce di vivere un giorno della sua vita lontano da essi. Sconsigliato ai single incalliti che non accettano nessun legame, nemmeno quello con un cane o un gatto.

 

 

 
 
 
RiduciSandra Petrignani. Cani e gatti
 
   
 
 

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